La chiesa della fine del sec. XIII fu edificata fuori le mura. Il suo aspetto e le caratteristiche dell’ambiente circostante le conferiscono un’aura unica in tutta la Liguria.
Inizialmente fu luogo di ricovero per pellegrini, forse anche ospedale e quindi chiesa cimiteriale.
L’interno conserva il soffitto del ’400 con duecento tavolette dipinte con il più antico stemma del Castrum a colori, figurazioni dei mestieri del tempo, due tavolette di una nobile con il medesimo abito e acconciatura (La committente?) ed una di un gentiluomo con cappello piumato (Il coniuge? L’esecutore?).
L’opera è un unicum per dimensioni e qualità pittorica.
Importanti dipinti murali rivestono ancora abside e catino absidale. Sul pavimento sono lasciate in vista le impronte delle fusioni di tre campane datate tra la fine del sec. XII e il sec. XVIII.
Si conservano inoltre la lapide commemorativa dell’intervento del podestà Antonio Grimaldi tra il 1472 e il 1482, con le lastricature di piazze, sagrati e della via Ripe a Castro ed alcune misure di capacità marmoree comunali.
La chiesa era a navata unica con campanile. Dopo il terremoto del 1887 al posto del campanile fu edificata una piccola sacrestia con absidiola.
P. B.


