Le lone

Il termine Lona corrisponde a laghetto nel glossario dell’Aprosio, studioso di Savona, purtroppo recentemente scomparso.
Citò anche un documento medievale dei Benedettini dell’isola provenzale di Lerins, dove una “Launam” è accostata a “Faraudum” di evidente origine longobarda.

In loco si considera Lona anche una cavità sotterranea, di origine carsica, molto ricca d’acqua, posta tra il convento di S. Maria degli Angeli e la fonte del Melo.

Le Lone sotto l’abitato di Diano Castello sono il frutto di ampliamenti successivi, inizialmente modesti fino agli esempi monumentali documentati tra la fine del sec. XVI e gli inizi del successivo.

Le Lone visitabili, però, sono due piccoli tentativi falliti, appartenenti all’antico ospedale del Castrum citato negli statuti del 1363.
Le più imponenti, non visitabili perché in proprietà privata, sono invece sotto via Meloria alla base delle mura del sec. XIII, collocate nelle cantine dei palazzi signorili edificati dal sec. XV agli inizi del sec. XVII.

Tutte furono utilizzate per uso privato o pubblico a partire dai pozzi sovrastanti del sec. XII e sec. XIII.
I successivi ingrandimenti, in quelle periferiche, furono destinati ad irrigare i giardini e persino ad alimentare una peschiera della famiglia Rodini.

Gli abitanti, fortunatamente, non ebbero mai necessità di servirsene per motivi di guerra. Fu già gran fortuna avere disponibilità d’acqua sulla sommità di un crinale.

P. B.