Lo spazio della piazza fu ricavato nei primi anni del ’700, sbancando parte delle mura del sec. XII per la ricostruzione del S. Nicola. Sullo sfondo si ha un impressionante esempio di kitsch, a imitazione di un castello disneyano o neogotico di fine ’800, costruito utilizzando resti di un portale del ’400.
La piazza risale il pendio con gradinate ampie, rivestite da un manto di ciottoli a “risseu”, alla ligure.
La dedica mantiene memoria del periodo fascista.
Un aspetto curioso è dato dal fatto di essere adiacente o quasi a ben 7 altre piazze di varie dimensioni.
Alla sommità si ha la piazzetta dedicata ad Augusto Vignola, trucidato dai nazifascisti con un altro infelice giovane siciliano. Più sotto si ha la piazza Matteotti, altro martire antifascista.
Lo spazio fu ottenuto negli anni ’30 del secolo scorso, liberandolo dai ruderi di abitazioni diroccate dal terremoto del 1887.
La piazzetta sottostante con l’ingresso del convento e delle Lone è dedicata alla Beata Ranixe; un tempo chiamata dell’Ulivo per la presenza incredibile di una piantina nata chissà come.
All’ingresso del borgo, davanti alla Loggia, la piazza è dedicata all’armatore Giovanni Quaglia, benefattore di Diano Castello.
Lo spazio occupato insiste in parte sulla Piazza Nuova, realizzata alla fine dell’800 con la demolizione delle mura del sec. XIII.
Infine, sopra la Loggia, cioè sul sagrato del S. Nicola, si ha la piazza della chiesa con l’ingresso della casa canonica, dell’ambulatorio e dell’archivio storico.
Si chiude così un anello di piazze probabilmente unico.
P. B.


