La Fontana del Melo

La fontana conserva il prospetto antelamico dei “magistri” scalpellini genovesi del sec. XIII e serviva di ristoro per i viandanti.
L’accesso fu spostato dalla parte anteriore all’attuale posteriore nel sec. XVIII per consentire l’uso pubblico dopo l’appropriazione della facciata da parte privata.
La notizia è tramandata dallo storico Agostino Bianchi dal primo ’800.

Si manomise la volumetria, che in origine era addossata al pendio della collina, per consentire il transito e l’uso pubblico.
L’acqua continua a defluire da una “lona” sovrastante, situata sotto il convento dei frati francescani.

È simile a quella coeva sottostante il castello di Andora e la lavorazione degli scalpellini, identica nei minimi dettagli a quella della chiesa dei SS. Giacomo e Filippo, adiacente il castello, come le dimensioni e la forma trapezoidale dei fori pontai.

La si raggiunge dalla sommità di via Meloria, scendendo per un breve tratto asfaltato fino alla mulattiera per Diano S. Pietro, l’antico percorso medievale.

P. B.

Fontana del Melo Diano Castello
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