La via Ripe a Castro e Oliva Borgara

La porta della Marina, purtroppo demolita, dava inizio all’antico percorso fino al mare, oggi conservato per poche centinaia di metri fino alla rotatoria della circonvallazione.

La via nel tempo ebbe diversi nomi e ricalcando il sentiero protostorico di crinale, trova la prima citazione con Oliva Borgara, negli statuti del 1363, come “via ad Maritimam”. E’ indicata come “via Ripe a Castro” nella lapide del podestà Antonio Grimaldi, visibile nel S. Giovanni, che promosse la sua lastricatura, miracolosamente conservata, tra il 1472 e il 1482.

La sua aura, per l’inserimento sotto ulivi e tra mura antiche e per la sua storia, è unica se percepita nel suo silenzio e con calma.
La rotatoria con ulivo e pergolato di vite simbolici ci riportano alla via asfaltata, tracciata in età napoleonica. Si è subito in quella che fu Oliva Borgara, che ha dato indicatori archeologici dall’età romana, al medioevo, all’età moderna.

È la parte sommitale della zona chiamata Terrazzi dal sec. XVI, allora la strada era “la via publica”, poi nella statistica del 1921 “via al mare”, oggi via Diano Castello.

Alcune abitazioni tra via Besusta e l’incrocio per Varcarello hanno origini antiche o appartennero a personaggi illustri, come il bombardiere di Forte S. Elmo (Capo Berta, sec. XVII) Antonio Novaro e l’ammiraglio Leone Viale, conquistatore di Rodi nella guerra italo-turca del 1912, sepolto nel cimitero locale.

I reperti archeologici di Oliva Borgara sono conservati presso la Soprintendenza Archeologica di Genova e il Museo del Locus Bormani alla Marina. Non sono esposti.

P. B.

Via Ripe a castro
Via Ripe a castro
Villa di Oliva Borgara
Villa di Oliva Borgara
Casa forte Novaro
Casa forte Novaro
Villa Viale
Villa Viale